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31.10.2006
David Bodanis racconta amori e odi della storia dell’elettricità
Dobbiamo il telefono a una storia d’amore e il segnale di SOS al fanatismo religioso. Questi e tanti altri gli aneddoti scaturiti dalla presentazione de Il nostro universo elettrico. L’elettrizzante storia dell’elettricità (Mondadori, 2006) di David Bodanis al Festival della Scienza di Genova. Sotto le austere volte del Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale lo scrittore-scienziato americano, intervistato da Fabio Pagan – conduttore di Radio3Scienza – ha raccontato le curiosità degli ultimi 200 anni nella storia dell’elettricità. «Spesso si studia su testi noiosi e non ci si rende conto di quello che è davvero successo», sorride. «A volte alla base di alcune scoperte vi sono ragioni puramente umane: il denaro o l’amore».
Fra i libri di Bodanis: La tua casa segreta (Mondadori, 2002) ed E=mc2 (Mondadori, 2001), ispirato a quanto pare da un’intervista di Cameron Diaz. «È vero», confessa lo scrittore, «a un certo punto le domandarono “Che cosa vorresti?” e lei rispose “Vorrei capire cosa vuol dire E=mc2“». In uscita adesso c’è Passionate minds, «la storia di Émilie du Châtelet, amante di Voltaire». Ma da dove viene questa passione per il racconto? «Semplice, ero il sesto figlio in famiglia: l’unico maschio. Con cinque sorelle che amavano chiacchierare ho dovuto per forza sviluppare questa qualità».
L’elettricità permea il nostro universo: i neuroni comunicano con l’elettricità; i fulmini hanno consegnato il fuoco all’umanità. E Mary Shelley – ispirata dalle ricerche di Galvani – identifica in una scarica elettrica la scintilla vitale che fa respirare la mostruosa Creatura nel suo Frankenstein. Oggi dipendiamo completamente dall’elettricità. Se mancasse arriveremmo al collasso? «Non ci sarebbero solo problemi», sorride Bodanis, «ad esempio non ci sarebbe più Bush in televisione e questo sarebbe bellissimo. Scherzi a parte, sì, si arriverebbe al collasso: niente comunicazioni, frigoriferi, computer o ospedali. Ma l’elettricità non è solo quella che riceviamo dalla presa di casa: tutto l’universo è basato su questa antichissima forza. Il Sole brilla grazie a forze elettriche, la Terra è tenuta insieme da questi elementi. E noi pensiamo e respiriamo grazie all’elettricità».
Fra tutte le storie ce n’è una in particolare che piace a David Bodanis: «quella di Alexander Bell. Ho scritto questo libro quando stavo divorziando, non volevo esser depresso, così ho cercato una bella storia d’amore». Bell è un giovane maestro di umili origini che insegna in una scuola per sordi. Fra gli allievi c’è Mabel, di cui s’invaghisce. Ma la ricca famiglia di lei si oppone, e lo scienziato s’ingegna per trovare un’invenzione che gli garantisca fama e fortuna. La trova nel telefono, e i due potranno convolare a nozze.
Ma le storie fra scienziati scoprono anche sentimenti ben peggiori, come la rivalità. È il caso di Samuel Morse, l’inventore del codice che porta il suo nome: «un pazzoide. Pensava che i cattolici parlassero col diavolo e che per combatterli si dovesse trovare un sistema di comunicazione veloce». Conobbe Joseph Henry, che stava mettendo a punto il telegrafo ma «non lo voleva brevettare, riteneva che in un paese libero come gli Stati Uniti tutti dovessero collaborare al benessere comune». « Due ore dopo Morse era all’ufficio brevetti a depositare la sua “invenzione”, il telegrafo. In compenso», conclude Bodanis, «visse per il resto della sua vita nel terrore di essere scoperto, fino a impazzire». Henry, invece, sarà stimato e diventerà famoso per le altre sue scoperte.
Nel libro si parla poco degli scienziati “elettrici” italiani – Galvani, Volta, Marconi – e non c’è nemmeno un accenno a Meucci. Che da noi è considerato il vero inventore del telefono, beffato proprio da Bell. «Molte delle invenzioni di cui parlo sono nate in un lasso di tempo piuttosto breve, un po’ come Internet oggi», si difende Bodanis, «ma per inventare avere l’idea non basta: ci vogliono i soldi e un buon avvocato».
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Bilancio 2006
Più di 60.000 biglietti venduti, 250.000 presenze agli oltre 350 eventi nelle 90 sedi del Festival...
Il Festival della Scienza ringrazia il pubblico e dà appuntamento al 2007, per una nuova edizione in nome della "Curiosità".
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