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31.10.2006
Il Festival di Genova spiega come “Educare alla scienza”
Riforma scolastica e valorizzazione dell’ambito scientifico sono stati i temi della conferenza Educare alla Scienza che si è tenuta oggi nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale per il Festival della Scienza di Genova. Relatori il rettore dell’Università di Genova Gaetano Bignardi, l’onorevole Luigi Berlinguer ed il vice ministro dell’Istruzione Mariangela Bastico, moderati dal direttore de Il Secolo XIX Lanfranco Vaccari.
«Dedichiamo questo incontro all’insegnamento delle materie scientifiche, che soffrono la mancanza di vocazione da parte degli studenti», annuncia Bignardi, «mentre la nostra società avrà sempre più bisogno di matematici, fisici e chimici». Per il rettore la causa di questa carenza è individuabile «nella mancata preparazione a livello di scuola media e nell’assenza di un metodo scientifico solido e valido».
D’accordo con lui Vaccari, che individua un’altra causa nel tipo di approccio alla materie scientifiche: «mi augurerei che si adottasse una metodologia più complessiva. Il sistema scolastico italiano ha punti deboli, ma anche punti d’eccellenza». Non manca una polemica rivolta alla classe politica e dirigente che amministra l’organizzazione scolastica, «è paradossale: proprio chi dovrebbe tutelare questo settore si impegna sistematicamente ad autodistruggersi, perché è dal sistema scolastico che nascono i dirigenti del domani».
«Noi che siamo stati il paese di Leonardo da Vinci e Galilei, noi che nei primi del Novecento avevamo i migliori scienziati, oggi nelle analisi internazionali sulla diffusione scientifica siamo sotto la soglia della media mondiale, quasi alla pari con il Messico», commenta l’onorevole Berlinguer, a cui recentemente è stato affidato il compito di coordinare un comitato per la valorizzazione della cultura scientifica. Appare oggi imprescindibile una sperimentazione in prima persona delle leggi matematiche e fisiche: «la scienza è sperimentale, o non è scienza. Manifestazioni come il Festival genovese sono necessarie per far provare a tutti come sia divertente accedere al sapere. La scuola italiana si deve impegnare nella realizzazione di laboratori scientifici, non limitarsi alla spiegazione teorica; siamo nel secondo millennio e questo metodo sperimentale è necessario: paesi che lo usano, come Finlandia, India, Cina e Corea, ci battono a livello scientifico. L’istituzione scolastica», conclude Berlinguer, «non deve tagliare le gambe agli studenti, ma necessita di serietà e rigore per aiutare a crescere».
È del vice ministro Bastico l’analisi che conclude la conferenza, ponendo l’attenzione sull’imminente riforma scolastica (i principali emendamenti sono in Finanziaria) e sottolineando «come sia necessaria la volontà, da parte della scuola italiana, di arrivare a un miglioramento. I diversi dati a disposizione dimostrano come le materie scientifiche non vengano scelte per la loro difficoltà e presunta inutilità. Concordo con Berlinguer nell’affermare l’importanza di valorizzare la presenza di laboratori e attività pratiche all’interno dei programmi scolastici ministeriali». Per il vice ministro è necessario concentrarsi maggiormente sulla qualità della cultura scientifica, a cui andrebbe associato un grande dibattito culturale che porti a cambiare i curricula dalla scuola di base fino all’università.
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Bilancio 2006
Più di 60.000 biglietti venduti, 250.000 presenze agli oltre 350 eventi nelle 90 sedi del Festival...
Il Festival della Scienza ringrazia il pubblico e dà appuntamento al 2007, per una nuova edizione in nome della "Curiosità".
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